Torta all’arancia e all’olio d’oliva

by rossdibi il 21 novembre 2014

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Torta all’arancia e all’olio d’oliva: la prima ricetta che ho notato in Dolce…mente di Patrizia De Angelis

Perché andare alle presentazione dei libri? Si dice per conoscere gli autori dal vivo.
Ha ancora senso oggi che con il web li possiamo pedinare, quando fa comodo a noi?
Sarò una  nostalgica, un’ottusa vittoriana inside, ma dopo la presentazione di Dolce…mente sono sempre più convinta del loro valore. Danno un’anima a dei pezzi di carta, che già contengono emozioni. Eppure le sanno rendere ancora più vive.

Lo ammetto. Prima della presentazione di Dolce…mente conoscevo Patrizia De Angelis solo a distanza. Dal blog, I dolci nella mente, a qualche incrocio durante gli eventi romani: questi erano i nostri legami.
Non che alla presentazione abbia avuto ore per parlare con Patrizia, ma ho visto l’interesse, la partecipazione e l’entusiasmo di molte blogger romane per lei, ancor prima che per il suo libro.
Puoi pensare male quanto vuoi. Io falsi sorrisi, formule di rito non li notati. Ho visto chi si commuoveva per una dedica e chi per averla è stato per oltre venti minuti in fila.

Ha valore tutto questo?
Sediamoci al tavolino per un tè e parliamone tra una fetta di Torta semplice all’arancia e all’olio d’oliva e sfogliando le pagine di Dolce…mente. Così nascono i migliori dibattiti, quelli costuttivi ed allegri.

Nell’introduzione di Dolce…mente Patrizia invita a trovare la ricetta giusta per noi.
Ancora fresca di lagom e pronta a passare e ricevere la mia parte di serenità, ho sfogliato curiosa le pagine alla ricerca di una ricetta semplice. Ero alla ricetta di una ricetta per tutti i giorni, capace di accompagnare quei preziosi momenti che si scordano velocemente. Quegli stessi momenti che sogniamo ad occhi aperti tra le scartoffie dell’ufficio.
Volevo una semplicità fatta di una dolce sostanza. Dove trovarla se non in Dolce…mente?
L’assenza del burro, il profumo d’arancia mi hanno portato in cucina.

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La (ri)carica dei 38 anni: in due parole

by rossdibi il 19 novembre 2014

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Paura? Impara a conoscerti in una parola. Impara a sognarti in una parola. Io sono vemödalen e sogno lagom. E tu?

Io sono la sintesi. Estrema a volta.
Non amo perdere tempo. Saluto e sorrido in fretta.
E ora con la voglia di non far trascorrere banalmente questi 38 anni, ogni momento è buono per mettermi in gioco. Finora con la (ri)carica dei 38 anni ho scritto di buoni proposti, della voce che va tirata fuori e della prova del fuoco, quando gli stessi buoni propositi devono affrontare la realtà.

Ora scavo più in là, per vedermi quasi come in uno specchio.
E’ bastato un documentario in televisione e un post letto online. Ho unito le due cose e ho imparato che la sintesi serve. Estema. Bastano 2 parole.

Scegli una parola per descrivere la tua paura più grande, quella che ti frena dal fare qualcosa di nuovo.
Scegli una parola per raccontare il tuo sogno più grande. Quel sogno dove tu sei serena/o, soddisfatta/o. Dove i desideri non fanno traballare la pace dei sensi.

Così hai un sogno per affrontare una paura.

Io ho scelto: vemödalen e lagom.

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Pane norvegese delle montagne alla farina di kamut

by rossdibi il 17 novembre 2014

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Pane norvegese, farina di kamut, Nigella: ossia impastando si impara

Del Norwegian Mountain Loaf, tal pane norvegese delle montagne, non ne avevo mai sentito parlare. C’è chi lo chiama pure il pane dell’uomo pigro.
Era sulla bocca di tutti ed io niente. Non lo conoscevo.
Finchè Rosa’s Yummy Yum’s ne ha scritto in uno dei suoi post capaci di incantare. Ho scoperto che la ricetta viene da How to be a domestic goddess di Nigella Lawson. E’ lei che ha rilanciato questa ricetta presunta norvegese.

Ti avverto, non sbaglierai a leggere la ricetta. L’impasto appena va direttamente nel forno, non preriscaldato. C’è il lievito di birra, ma non c’è lievitazione fuori dal forno.
Ero scettica, che dico, molto scettica verso questa stranezza, anomalia e quasi eresia.
Ancora di più lo divenni quando mi accorsi, tra le pagine di Nigella, che non si cuoceva un impasto, ma un simil porridge. Sì, lo dico, si mette in forno una sorta di poltiglia.
Perché allora ne scrivo qui del Pane norvegese delle montagne?

L’ho fatto. Come Tommaso ho voluto testare la ricetta. Le fotografie di Rosa’s Yummy Yum’s erano troppo convincenti.

Commenti a mente lucida sul Pane norvegese delle montagne

La ricetta ha l’innegabile pregio che permette di fare un pane in poco tempo…beh poco, cottura esclusa. Comunque in un paio d’ore si avrà un pane fumante in cucina.

La cottura prende più tempo del solito. Il raddoppio dell’impasto comincia a diventare realtà dopo circa 20 minuti di cottura, ma la cottura va oltre fino a superare l’ora e mezza totale.
Però è la ricetta ideale per quando si hanno ospiti a casa, il pane manca, e c’è solo tempo per cucinare e non correre al panificio (o più realisticamente al supermercato).

La ricetta di Nigella e di Rosa’s Yummy Yum’s  richiede farina integrale e farina di segale.
Ma avendo la farina di kamut ho voluto cambiar veste al pane norvegese. Lo permette la stessa Nigella.

Tra una stranezza e l’altra, gli ingredienti lo candidano ad essere persino un pane salutare. Lei e Rosa, poi, utilizzano sia fiocchi che germe di grano. Io, pur rispettando l’animo salutistico di questo pane, ho preferito usare della crusca di grano. Ho anche aggiunto i semi di papavero e sostituito il latte con l’amato kefir.

Il pane ha un’invitante crosta, mentre all’interno è morbido.
Contro ogni aspettativa, il pane si mantiene nel tempo. Non perde nè gusto nè consistenza il giorno dopo e quello dopo ancora.

Ecco cosa fare per ottenere il Pane norvegese delle montagne:

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Cosa si nasconde dietro la Crème de cassis

novembre 14, 2014
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Crème de cassis: dopo che è arrivata nella mia cucina, ho deciso di scoprirne la storia. Non mi bastava di berla nel Kir o di usarla per torte e cioccolatini. La stessa storia è apparsa in anteprima a luglio 2014 su QB Quanto Basta (versione cartacea). Rosso, passionale, eppure non passa inosservato. L’ho scoperto grazie […]

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Zuppa di zucca e pere

novembre 7, 2014
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Zuppa di zucca e pere da Scuola di cucina di Martha Stewart Amo follemente la zucca. Non è per la fiaba di Cenerentola. Non è neppure per Halloween. La zucca è …come si dice…la magia di un momento. Sa riportarmi indietro a quando, in una fredda sera invernale a Monaco di Baviera, Claudia mi aprì […]

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