Buone vacanze

by rossdibi il 11 agosto 2014

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Vacanze. Le intravedo. Sono arrivate.Buone vacanze.

 

E’ arrivato anche il mio turno di dirtelo. Non ti offendi?
Ogni anno è una nuova scoperta. Lo scorso anno ero sull’orlo di una crisi di nervi, due anni fa ero felice e basta, ora ho bisogno solamente di entrare in letargo. La stanchezza c’è quest’anno ed è pure fisica. Urge abbandonare la tastiera…e per un po’ anche l’Italia.

Sarà l’età, sarà che quest’anno ho veramente lavorato su più  fronti. L’avventura con Group On Mag, le mille trasferte tra Montepulciano, Zurigo, Copenhagen. Le emozioni private con la sorellina che si sposa e vola per un po’ in Giappone.  Nel mezzo, si fa per dire, il lavoro, quello che si poggia su una laurea e maree di pezzi di carta.
Eppure quei pezzi di carta mi hanno portato anche a studiare per essere una blogger come si deve. E sì, mi sto dando da fare come racconto nella versione aggiornata di Chi sono o nell’intervista di Group On Mag, dove ho dato il meglio di me.

Non stai ferma un attimo” mi pare :) mi abbiano ripetuto più volte mamma e papà. Sarà, ma non voglio farti stare ferma (o fermo) neppure un attimo. Ci sono cose da fare, idee da pensare, progetti da realizzare e link da cliccare. E’ tempo dei miei consigli di lettura estivi, come accade ogni anno.

Letture (più o meno serie) per tornare carichi dalle vacanze

Chi ben comincia è a metà dell’opera. Tanto vale usare i momenti di lucidità pre ferie per leggere qua e là e chiarirsi le idee. La speranza è tornare e ritrovare tutto in ordine nella propria mente.

  1. Vita da freelance e vita privata di Francesca Bello. Non sono freelance, ma ho praticamente due vite. Ho trovato strepitoso questo post perché può trasformarsi rapidamente in una lista di buoni propositi. Lei suggerisce di fare un To do list, ossia una lista delle cose da fare. Per una metodica come me, è cosa nota imparata anche leggendo i 7 pilastri del successo alla fine dei meravigliosi anni Novanta.  Franscesca Bello continua la sua lista fino ad arrivare al fatidico: quando si è con lui niente telefonino. Urca, qui devo migliorare molto anche a vedere certe sue occhiate. Se mi abbraccia per strada, poi, ha paura di un mio lancio felino su Instagram.
  2. 6 Steps to Take When Your PR Pitch is Going…Nowhere Non mi aspetto che tu sia una PR. Non  sono pure io, ma leggendo questo post per caso, mi ha colpito perché ricorda di non prendere tutto sul personale. Se non rispondono ad un’email non è sempre per una questione personale. Bisogna reagire in maniera propositiva, sempre. Si può chiedere un feedback, si può può porre la questione in un altro modo…prima di perdere le staffe. E soprattutto si deve andare avanti: So let the experience go, shake it off and move ahead toward your next great pitch.furoshiki
  3. Poi c’è lei Domitilla Ferrari. E’ una delle mie letture online più frequenti questa estate. Mi ha fatta sua quando ha spiegato il perché della sua decisione di iniziare un MBA alla Bocconi. Lo devi sapere: io sono passata per la Bocconi, per un master. Conosco lo slancio che nasce dal buttarsi in un’avventura là. Conosco il fervore che prende nel mentre. Costruisci veramente parte del tuo futuro. Lei è nel mezzo di questo e mi piace scoprire le sue riflessioni nel blog. Nella sua intervista a Seth Godin c’è un’esortazione interessante: Penso che la cosa più importante sia iniziare. Iniziare a elaborare e capire. Iniziare con uno, sbrogliare un mistero, decifrare una cosa che non capivi, e rifarlo. Insomma, le sfide non mancano mai, bisogna affrontarle. Bisogna cominciare a decifrarle.
  4. Ed è bello leggere degli Italiani vista dagli straniere. Arlene Gibbs nel suo Dolce far niente osserva che: Quando gli italiani chiedono “Come stai?”, vogliono veramente sapere cose stai. E’ uno dei loro modi per iniziare una conversazione, non una scusa per lamentarsi o vantarsi di quante cose si hanno da fare…E ancora (dopo anni qui in Italia) mi sento colpevole per non lavorare sempre. Sai perché trovo utile leggere queste cose? Perché ritrovo parte dei miei sensi di colpa ed insieme trovo conferma che si può vivere meglio ed a proprio modo. Il mondo non crolla. Dolce far niente.polonia
  5. Su Elements of Style in Leaning Back si legge ancora che quasi sul punto di collasare sento ancora quella voce interiore “Non hai fatto abbastanza…sento quasi una spinta onnipresente a dover essere la donna perfetta con un lavoro a tempo pieno, una moglie e madre impeccabile, una cuoca impeccabile ed ancora in grado di fare cinque allenamenti a settimana tra spinning/yoga/pilates…Mi riconosco solo io in questo? Io ammetto di essere cresciuta così. Spesso scherzando do la colpa al fatto di aver avuto due genitori insegnanti, ma dopo una certa età è solo colpa nostra.
  6. Un ebook al giorno non può mancare. Ho letto in paio di ore L’Osmiza:orrore sul Carso di Julian Gudowski. La sincerità mi spinge a dirti che mi è piaciuto, tranne che per alcune pagine. Troppo pul (o splatter), forse inutilmente troppo pulp data la mia età. L’idea dell’osmiza mitica è meritevole. L’autore ha anche una grande capacità nel delineare una trama mai noiosa. Il finale interessante. Ho apprezzato anche le righe incentrare sulla parola intrigante. Ma le pagine pulp lo rendono un ebook difficilmente consigliabile a tutti.
  7. Per la serie una nuova mania, la mia sarò furoshiki. L’ho chiesto alla sorellina in viaggio verso il Giappone. Me li ha portati questi quadrati di stoffa. Servono per portare le cose e posso dire che funzionano. Ora non resta che farli diventare un’abitudine non troppo ossessiva.
  8. Da segnare in agenda. A settembre sarò dai Cramars a Tolmezzo (Udine). Il lancio ufficiale del laboratorio ci sarà mentre io sarò in terra polacca. Se sei libero il 22 e 23 settembre 2014 ci vediamo là, penna in mano :) E per ora non svelo altro.
  9. Post consigliati? Non mancano neppure loro. Ci sono i 20 instagrammer da seguire e scoprire, oppure il Park Hyatt Hotel a Zurigo da addocchiare. Oppure Copenhagen da considerare. Persino c’è il piccolo Jobourg da scovare sulla mappa. Infine, una pie da provare.
  10. I mai più senza dell’estate 2014 sono la torta di semola, zenzero e lime e i biscotti salati alla paprika della fotografia.

biscotti paprika

E ora. Ho una valigia da chiudere. Direzione Cracovia, monti Pieniny, Zakopane e Wadowice.

 

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Park Hyatt Zurich: la vita a 5 stelle

by rossdibi il 7 agosto 2014

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Park Hyatt Zurich, il mio primo Luxury Hotel.
Com’è un hotel a 5 stelle? L’ho scoperto a Zurigo. Ora non mi resta che poterlo raccontare nel modo più obiettivo e meno noioso possibile.

 

E la vita, la vita
e la vita l’è bela, l’è bela,
basta avere l’ombrela, l’ombrela
che ti para la testa…

Quando arrivi al Park Hyatt Hotel di Zurigo, la vita l’è bela anche con 5 stelle attorno. Cochi e Renato, gli autori de E la vita, potranno comprendermi se ti confesso che è stata una prima volta. E le prime volte si ricordano a lungo, come a lungo ci ha messo questo post a nascere.
Mi sentivo in imbarazzo a raccontare qualcosa di così lontano dall’umore sociale dell’Italia. Ma d’estate, a poche ore dalle ferie, i momenti belli diventano boe piacevoli. Mi son fatta coraggio, messo a posto appunti e ricordi e ho cominciato a scrivere che …

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Pie di pesche che nasce come tart

by rossdibi il 5 agosto 2014

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Pie: nata per caso, mangiata in un lampo

Bye bye Miss American Pie, riecheggia nelle orecchie ancor più delle risate fatte al cinema, ai mirabili tempi dell’università, con quell’altra American Pie, quella più demenziale.
Non mi sarei mai aspettata però di ondeggiare, con bacino e mestolo, in cucina in un tardo pomeriggio d’agosto. Quasi come Madonna, sì, quasi quasi…

A long, long time ago
I can still remember
How that music used to make me smile

Mentre quello che io I still remeber era che c’era un tempo in cui con la ricetta sotto i miei occhi, riconoscere sapevo le dosi di zucchero e di burro.
Gli And good ol’ boys were drinkin’ whiskey and rye, ma io da sobria ho versato sopra la farina di farro non 65 grammi di burro, ma 65 grammi di zucchero di canna. Eppure la ricetta della tart di pesche diceva, chiaro e tondo, che lo zucchero era poco più di trenta grammi. Che fare? Lasciarsi prendere dalla disperazione? O…

The day that memory (and not music) died
I start singin’
Double doses and make of it a pie

Raddoppia le dosi e fai di questa tart una pie. Ho adattato, insomma, la canzone e la ricetta.
Sebbene che di pie non ne avessi esperienza, ho fatto come Madonna. Spavalda ho fatto quello che andava fatto.
Niente piani da A-team per separare la farina dallo zucchero in eccesso. La memoria era proprio in panne, già li avevo mescolati i due ingredienti. Non rimaneva che l’ovvio: o nascondere il tutto e morire di fame o creare un altro dolce, una pie appunto.

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Ho amato Copenhagen perché

agosto 1, 2014
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Cosa mi è rimasto di Copenhagen e di come lo consiglio ad un’amica Copenhagen: quella città più volte citata per essere la porta sulla felicità. Copenhagen: quella città che ho poco visitato, eppure la ricordo bene. Mi ha motivato con The Hive. Ora un’amica blogger se ne va a Copenhagen. Non potevo di certo esimermi […]

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20 Instagrammer da seguire

luglio 25, 2014
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Instagram: quell’applicazione che fa bene al cuore e all’occhio Instagram. L’amo, mi ha in pugno. E’ un’applicazione, ma sembra sia pure molto contagiosa. Ora, nel pieno di un’estate capricciosa che vuole essere tutto e niente, ne parlo qui. Non voglio insegnare qualcosa, desidero sfogare l’entusiasmo che da Instagram traggo tra un istante e l’alto. Un […]

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