Jota di zucca di Emanuele Monego

by rossdibi il 21 ottobre 2014

L’esperienza di Visione di Carnia continua. Prosegue con la presentazione delle ricette che hanno partecipato al primo round del contest Carnia Food Design. Si comincia con la Jota di zucca.

A Visione di Carnia si è parlato di come presentare il cibo ed il territorio. Il Carnia Food Design ha chiesto ai partecipanti di pensare, realizzare e raccontare un loro primo piatto carnico.

Comincio a svelare le ricette partecipanti partendo dalla “Jota” di zucca con crema di ricotta  e raviolini al “formadi frant”. Emanuele Monego, chef dell’Antica Osteria Stella d’Oro di Verzegnis ha realizzato questo piatto tipico carnico.

Emanuele Monego, oltre a fornirci la ricetta della Jota  e dei ravioli, introduce alla Jota carnica, spiegando l’etimologia e la versione classica del piatto.
Nella sua ricetta ci fornisce gli ingredienti sia per la jota, che per i ravioli ed la crema di Formadi Frant. Nonché decide anche di dirci dove possiamo trovare gli ingredienti necessari facendoci così conoscere i produttori locali come l’Azienda Agricola F.lli Marzona, l’Azienda Agricola Baschiera Violetta ed il produttore di Formadi Frant Giuseppe Rugo di Enemonzo.

Per presentarti la ricetta, dato che durante Visione di Carnia si è parlato di narrazione del cibo anche per il web, ho deciso di presentarti la “Jota” di zucca con crema di ricotta  e raviolini al “formadi frant” di Emanuele Monego tramite Steller.

Steller è un’applicazione che trasforma immagini, testo e video in racconto. Ho usato le parole di Emanuele per raccontarti la sua ricetta. Non dovrai scaricare nulla: clicca solamente sull’immagine e sfoglia le pagine tramite le frecce.

jota carnia food design

{ 0 commenti }

Tortine al cacao senza uova e senza burro

by rossdibi il 17 ottobre 2014

Post image for Tortine al cacao senza uova e senza burro

Senza uova nè burro, eppure ancora tortine al cacao tentatrici

Presentare una ricetta avvertendo che è senza uova e senza burro può apparire un messaggio subdolamente pessimistico. Sembra quasi voler tacere sulla presenza del cacao e sulla morbidezza delle tortine che potresti sfornare.

Ti ho svelato già tutto, per questo oggi lascio da parte la poesia e mi dedico alla compravendita.
Sorpresa?

Per te il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?
Doppiamente sorpresa?

Non sto parlando (o meglio scrivendo) a vanvera, voglio solo “venderti” questa ricetta. Per farlo ti elenco alcuni buoni motivi per metterti al lavoro in cucina.

Primo. La ricetta viene da un libro affidabile come quello di Bea’s of Bloomsbury. Di suo ti ho già raccontato della torta alla vaniglia, dell’imbattibile Devil Food Cake e del mio e suo impasto fidato per la crostata.

Secondo.  Puoi personalizzare la ricetta.
Per me il bicchiere è tendenzialmente mezzo pieno. Saper fare molto con poco è la chiave per cavarsela. Così ho adattato la ricetta per una torta vegan di Bea. Tu potrai fare altrettanto.
Ho versato il kefir invece del latte di soia, che non c’era nel frigo. Con la facilità del bere il  mezzo bicchiere pieno d’acqua, ho seguito le istruzioni di Bea, dopo aver adeguato le dosi allo stampo da 8 tortine che avevo.

Terzo. Si fa in un battibaleno. Come per i muffin si mescolano separatamente ingredienti secchi ed ingredienti liquidi. Poi si uniscono. Infine, si cuoce il tutto.

Quarto. Puoi contare sul risultato finale. Avrai delle tortine morbide e facilmente tagliabili a fette. Il cacao non è eccessivo, nè carente. L’assenza delle uova e del burro si nota nella leggerezza, che può far venire voglia dell’irresistibile bis.
Essendo otto possono anche sopravvivere qualche giorno, fuori dal frigo. Ideali per uno spuntino dolce al ritorno a casa dal lavoro o come coccola mattutina prima della giungla lavorativa.

Quinto. Per il quinto motivo ti invito a testare la ricetta. Si accettano critiche. [continua a leggere…]

{ 1 commento }

Post image for Cafe Camelot: 5 motivi per non perderlo a Cracovia

Cafe Camelot: da non perdere a Cracovia per il cibo, l’arredamento e lo spirito che lo anima

Il Cafe Camelot ha tutte le carte per vincere e sta vincendo.
Ad agosto, durante le mie (e nostre) ferie in libertà, abbiamo conosciuto Cracovia e la Maloposka. Insomma, per la prima volta siamo stati in Polonia. L’ammirazione che ne è nata è dovuta anche a locali come il Cafe Camelot.

Non lo abbiamo trovato grazie alla guida (che comunque lo citava), ma grazie al passaparola di chi lo aveva già incrociato.
Se cerchi un locale un po’ bar, un po’ ristorante, con uno spirito alternativo ed insieme ricercato, fermati al Cafe Camelot.
I miei 5 motivi per suggerirtelo sono:

Location, location, location

Lo ripetono spesso gli inglesi. Dove si trova un locale conta. Il Cafe Camelot si trova nel posto giusto.
Probabilmente avrai appena superato Rynek Główny, l’antica ed enorme piazza del Mercato a Cracovia. Ti starai cominciando a domandare se vale la pena continuare. La risposta è chiaramente sì. La prima traversa sulla sinistra è Św. Tomasza e al numero 17 troverai il Cafe Camelot. Fermati un attimo.

Il menù del Cafe Camelot

Esteticamente insuperabile. Sono stata tentata di portarmene a casa una copia.
La copertina spumeggiante senza essere kitsch. Fin dal menù, il Cafe Camelot gioca con lo stile shabby chic o trasandatamente elegante.

Cafe Camelot copertina

Oltre l’estetica, il Cafe Camelot ha un  menù ricco. Dalla colazione all’aperitivo, passando per il pranzo. Frullati, caffè, tè, ma anche pierogi e zuppe, poi omelette e gelati: tutti i tuoi desideri potrebbe essere soddisfatti.
Non da ultimo vorrei farti notare come il menù si apre con un invito ai clienti scritto a mano. Viene chiesta pazienza, perché tutti i piatti sono preparati a mano con cura.

[continua a leggere…]

{ 0 commenti }

Aceto di mele nello strudel

ottobre 8, 2014
Thumbnail image for Aceto di mele nello strudel

Aceto di mele e kren in uno strudel non sono un azzardo E’ indubbio amo fare lo strudel. E’ indubbio mi piace l’aceto di mele. Si potrebbe dire che è tutta colpa delle mie origine friulane. Così vicina al confine, così esposta alle contaminazioni culinarie. E’ indubbio: non mi accontento della prima ricetta che incontro. […]

1 comment Continua a leggere →

Quella torta con mascarpone, pere e cioccolato bianco

ottobre 3, 2014
Thumbnail image for Quella torta con mascarpone, pere e cioccolato bianco

Torta con mascarpone e cioccolato bianco, pere e Prosecco. Sottotitolo: Vivere (e cucinare) da foodblogger con tante amiche Sotto…sottotitolo: Mi sono innamorata di Knulp Mascarpone, pere e cioccolato bianco sono le prime parole che ho scorto aprendo a caso Knulpcakes: 21 ricette illegali. Arrivò a me quel libro, piccolo e leggero, tramite Elena. Eravamo a […]

1 comment Continua a leggere →