Ho amato Copenhagen perché

by rossdibi il 1 agosto 2014

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Cosa mi è rimasto di Copenhagen e di come lo consiglio ad un’amica

Copenhagen: quella città più volte citata per essere la porta sulla felicità.
Copenhagen: quella città che ho poco visitato, eppure la ricordo bene. Mi ha motivato con The Hive.
Ora un’amica blogger se ne va a Copenhagen. Non potevo di certo esimermi da qualche consiglio, oltre il solito tono da guida turistica.
Qui di seguito il bugiardino su Copenhagen, per chi ci capita e poi vorrà tornarci. L’ho pensato ordinato. 5 cose fa fare, scoprire e capire.
Con una buona guida in mano, una mappa per orientarsi e del tempo in cui perdersi, è tempo di immergersi in una città che attira felicità, artisti, turisti. Non manchi che tu :)

5 cose da fare  a Copenhagen (e che ho fatto)

  1. Un giro in barca per Copenhagen, come prevede ogni galateo del buon turista. E’ ottimo per capire la città e riuscire ad intravedere tutto in relativamente poco tempo. La sirenetta, il Noma, l’area frikettona: si scorgono tutte…l’unica cosa che non si vede è una tenda alle finestre.
  2. Un tè al Royal Smushi Cafè. Anche solo passeggiarci dentro corrobora lo spirito.
  3. Paludan Bogcafé. Pranzare, cenare tra i libri è possibile. Lo ha scoperto l’Università di Copenhagen. E’ tutto da vedere, stanza per stanza, sino al bagno. Si ordina al bancone. Non male l’hamburger.
  4. Dai entra in un negozio di design. Ne vale la pena, per sognare, osare, capire, toccare con mano. C’è l’imbarazzo della scelta. TheSweetSpotdk suggerisce 10 negozi tra cui scegliere.
  5. Passeggiare. Solo così mi sento in un posto. Passeggiare e prendersi un caffè. Sedersi all’aria e seguire la vita altrui. Ci sono i danesi da capire. Passeggiare poi è necessario, la (copia) della Sirenetta non sta in centro.

copenhagen barca

5 cose da fare a Copenhagen (e che vorrei aver fatto)

  1. Una  birra da Mikkeler.
  2. Girare la città in bicicletta. E’ la città delle biciclette. L’ho visto e l’ho letto.
  3. Uscire dalla città. Quanto l’ho desiderato atterrando. Sotto di me c’era il mondo ideale, delle fiabe. Tetti rossi, campi verdi, distese di girasoli. Quasi quasi penso ad un giro in bicicletta in Danimarca…col sole, of course.
  4. Entrare nel negozio Lego. Non ci sono riuscita solo a causa degli orari di chiusura. Qui alle 18 molti negozi chiudono e la domenica non si parla di aperture straordinarie. Dopotutto questo è il Paese della felicità.
  5. Fare shopping vero lungo la via dello shopping più lunga d’Europa: Stroget. Pedonale, con un’anima quasi schizofrenica dato che mescola negozi per turisti a boutique.
  6. E se non basta ecco il 5+1: la Glyptoteket. Anche la cultura vuole la sua parte.

copenhagen bici

5 post che raccontano Copenhagen (meglio di me)

  1. A dusty olive green.Birgitte è danese, ma vive in Italia. E’ come la scopri nel blog: semplicemente lei.
  2. Scandinavia Standard racconta tra un post e l’altro Copenhagen e dintorni.
  3. Traveling Mama, da poco ha abbandonato Copenhagen, ma ha avuto il temo di segnalare i suoi migliori 5 caffè.
  4. Non di certo meno importante è Dejlige Days. Un blog che vive di Copenhagen.
  5. Natalie di Kochen, Kunst & Ketchup  racconta la scena gastronomica che ha incontrato a Copenhagen. Lo fa nella sua lingua, il tedesco.
  6. Non è 6, è 5+1. Concedimelo. C’è anche The New Diplomat’s Wife che suggerisce una sua guida su Copenhagen. Ricca di richiami a fonti locali ed affidabili.

copenhagen paludan

5 domande (in cerca di risposta) su Copenhagen

  1. Aiuto! Spiegatemi come fare un biglietto del treno appena arrivata in aereoporto a Copenhagen. Sapevo il biglietto che dovevo fare. Sapevo come era scritta quella parola strana. Non ho capito se e come farlo alla macchinetta. Meno male che c’era una coda educata da fare allo sportello. Come comprendere questi trabiccoli che sputano biglietti?
  2. La lingua. Foneticamente una sfida. Come vincerla?
  3. I danesi sono belli o solo gnè gnè? L’apparenza inganna m’è parso sentendo qualche emigrante nostrano. Ma come ogni brava donna sposata oggi, non pulisco il cassetto delle domande esistenzialmente affascinanti :)
  4. Decidersi se il minimalismo ordinato, a tratti squadrato danese è proprio così glamour come pare a me.  Di fatto la mia shopping bag da mesi è Made in Denmark. Quindi, danese è sinonimo di stile?
  5. Cos’è Copenhangen? Copenhagen mi è sembrata un misto tra Berlino e le Fiandre. Ho capito che io sono più Fiandre che quel che di diverso c’era ha un qualcosa che mi lascia ancora perplessa. Ma c’è anche chi mi ha detto che è più come Amsterdam, eppure non l’ho scorta. Per te cos’è Copenhagen?

Buon viaggio Luisa :)

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20 Instagrammer da seguire

by rossdibi il 25 luglio 2014

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Instagram: quell’applicazione che fa bene al cuore e all’occhio

Instagram. L’amo, mi ha in pugno.
E’ un’applicazione, ma sembra sia pure molto contagiosa.
Ora, nel pieno di un’estate capricciosa che vuole essere tutto e niente, ne parlo qui. Non voglio insegnare qualcosa, desidero sfogare l’entusiasmo che da Instagram traggo tra un istante e l’alto.
Un aperitivo, una luce, un gesto, una finestra, una via: quasi che ogni piccola cosa possa diventare talmente bella da essere condivisa. Questo è forse l’anima del mio Instagram.

Ovviamente per intrattenere i più annoiati, segnalo quei profili Instagram che più amo. Aspetto suggerimenti anche da te. Instagram è infinito.

Instagram e la mia storia

L’ho desiderata a lungo. Poi arrivò lo smartphone anche per me.
Mi ci volle un po’, ma in Normandia scattò la fiamma. Scoprii la sua abilità a seguirti ovunque. Mi insegnò a trovare il particolare e l’istante che poteva raccontare un’attimo della mia storia.

Durante la prima SocialBirra divenni consapevole. Avevo imparato qualcosa. Sapevo muovermi tra profili ed hashtag. Conoscevo i piccoli ed i grandi profili della birra di Instagram. Crescevo, non stavo, quindi, ferma neppure in Instagram.

A The Hive imparai che Instagram, oltre che capriccio, poteva diventare anche fotografia. Cominciai ad allenare l’occhio, sempre più, fino a lanciarmi anch’io nell’universo del cogli l’attimo, dagli voce e miglioralo.

Nel mezzo rimase la mia vita raccontata a spizzichi e grammi anche tramite Instagram. E ora la lista dei 20 Instagrammer. [continua a leggere…]

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Cos’ha di speciale Jobourg?

by rossdibi il 22 luglio 2014

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Jobourg nel Cotentin in Normandia E’ passato un anno. Ma non mi molla. Ciò che ho visto, provato e bevuto a Jobourg non mi abbandona.

 

Cos’ha di speciale Jobourg?

Lontano ed isolato, quieto se non tempestoso, silenzioso e ricco di vita. Turisticamente conosciuto per le scogliere più altre d’Europa. 128 metri a Le Nez de Jobourg, il naso di Jobourg.

128 metri e non meno di 2 miliardi di anni di vita hanno queste rocce. Non so neppure se abbia altrettanti abitanti. Il Cotentin, in Normandia, è talmente fatto di piccoli vilaggi che non saprei se le poche case di Jobourg rannicchiate sulla via principale e disperse verso Le Nez accolgano tante anime ( mi riferisco a 128 ovviamente).

Arrivando da sud lanci sospettoso un’occhiata al centro di trattamento materiali nucleari Areva, lasciato della centrale nucleare di Flamanville. Ma te ne dimentichi subito.
Lungo il sentier des douaniers (sentiero dei doganieri, sulle mappe GR223), anche se non percorri tutti i suoi 80 km, approdi nel tempo di Jobourg.

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Torta di semola e zenzero

luglio 21, 2014
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Torta di semola, zenzero e lime per una sera di mezza estate   Quando mi misi a fare questa torta di semola, non mi sarei mai immaginata di dovermi sedere davanti al computer a scriverla. Ma c’è stata una richiesta. Certi ospiti, sono talmente benvenuti, che ci si sente in dovere di condivere con loro, […]

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Galette ai peperoni e uova

luglio 18, 2014
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Galette dal doppio volto: nascondono del prosciutto ed attirano con l’uovo Galette eccole che compaiono. Non è ancora tempo di vacanze, ma l’agenda si è dipanata, la calma estiva è arrivata. Manca solo una cosa: l’energia di buttarsi a capofitto nelle cose che amo. Vorrei disperatamente poter leggere senza correre, dopo pochi minuti, a prendere […]

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