I segreti dell’Apple Pie

by rossdibi il 26 novembre 2014

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I segreti dell’Apple Pie: da Nonna Papera a Martha Stewart

L’invito è a dedicare qualche minuto a questo post. Racconta e spiega molte cose e tutte hanno a che fare con l’Apple Pie.
Per chi ha fretta, qui racconto la storia frammista ad ingredienti di come l’Apple Pie è entrata nella mia vita,  senza la scusa del Giorno del Ringraziamento ma grazie a Nonna Papera e all’incontro con la Scuola di Cucina di Martha Stewart. Subito dopo,  inoltrandomi nel mondo delle Pie, soprattutto Apple Pie, ti segnalo ricette alternative, libri dedicati all’argomento ed infine chiacchieriamo di pie, tart e galette varie.
Ciak si gira!

Prequel
Non mi ero mai posta il problema di chi fosse una prozia.
Non ho mai avuto zii, quindi non aveva senso preoccuparsi di diventare prozia.
Nulla da fare. La vita è così. Ti fa diventare prima prozia e poi chissà…

Così qualche settimana fa ho sentito i pianti di Elisa. Appena arrivata e già si faceva sentire.
Da poco più di venti giorni ho una pronipotina e un mare di fotografie scattate da zie, nonni e prozii. La nipote della Cavia è la mamma di Elisa, quindi tutto questo ha reso anche noi prozii ed io per la precisione prozia.

Sequel
Tutto questo ha a che fare con l’Apple Pie.
Nonna Papera era una prozia e che dolce faceva sempre? L’Apple Pie.

Non mi ero mai posta il problema di fare un’Apple Pie.
Nessuno mi aveva mai insegnato a fare un’Apple Pie. Ancora peggio.
Nulla da fare. La vita è così. Ti fa prima arrivare la  Scuola di Cucina di Martha Stewart e poi chissà…
Ti cominciano a chiamare Nonna Papera e tu non puoi far altro che l’Apple Pie.

Apple Pie Secrets
Sono pochi i segreti di un’Apple Pie: la pasta brisée e le mele. Su tutto la cannella.
Mi sono affidata a Martha e lei me li ha spiegati per filo e per segno tutti questi piccoli trucchi.  Ora che Giunti ha tradotto i libri di Martha Stewart in italiano, la interpellerò più spesso.

Intanto ecco come ho fatto l’Apple Pie con tutto lo spirito di pro-zia.

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Torta all’arancia e all’olio d’oliva

by rossdibi il 21 novembre 2014

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Torta all’arancia e all’olio d’oliva: la prima ricetta che ho notato in Dolce…mente di Patrizia De Angelis

Perché andare alle presentazione dei libri? Si dice per conoscere gli autori dal vivo.
Ha ancora senso oggi che con il web li possiamo pedinare, quando fa comodo a noi?
Sarò una  nostalgica, un’ottusa vittoriana inside, ma dopo la presentazione di Dolce…mente sono sempre più convinta del loro valore. Danno un’anima a dei pezzi di carta, che già contengono emozioni. Eppure le sanno rendere ancora più vive.

Lo ammetto. Prima della presentazione di Dolce…mente conoscevo Patrizia De Angelis solo a distanza. Dal blog, I dolci nella mente, a qualche incrocio durante gli eventi romani: questi erano i nostri legami.
Non che alla presentazione abbia avuto ore per parlare con Patrizia, ma ho visto l’interesse, la partecipazione e l’entusiasmo di molte blogger romane per lei, ancor prima che per il suo libro.
Puoi pensare male quanto vuoi. Io falsi sorrisi, formule di rito non li notati. Ho visto chi si commuoveva per una dedica e chi per averla è stato per oltre venti minuti in fila.

Ha valore tutto questo?
Sediamoci al tavolino per un tè e parliamone tra una fetta di Torta semplice all’arancia e all’olio d’oliva e sfogliando le pagine di Dolce…mente. Così nascono i migliori dibattiti, quelli costuttivi ed allegri.

Nell’introduzione di Dolce…mente Patrizia invita a trovare la ricetta giusta per noi.
Ancora fresca di lagom e pronta a passare e ricevere la mia parte di serenità, ho sfogliato curiosa le pagine alla ricerca di una ricetta semplice. Ero alla ricetta di una ricetta per tutti i giorni, capace di accompagnare quei preziosi momenti che si scordano velocemente. Quegli stessi momenti che sogniamo ad occhi aperti tra le scartoffie dell’ufficio.
Volevo una semplicità fatta di una dolce sostanza. Dove trovarla se non in Dolce…mente?
L’assenza del burro, il profumo d’arancia mi hanno portato in cucina.

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La (ri)carica dei 38 anni: in due parole

by rossdibi il 19 novembre 2014

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Paura? Impara a conoscerti in una parola. Impara a sognarti in una parola. Io sono vemödalen e sogno lagom. E tu?

Io sono la sintesi. Estrema a volta.
Non amo perdere tempo. Saluto e sorrido in fretta.
E ora con la voglia di non far trascorrere banalmente questi 38 anni, ogni momento è buono per mettermi in gioco. Finora con la (ri)carica dei 38 anni ho scritto di buoni proposti, della voce che va tirata fuori e della prova del fuoco, quando gli stessi buoni propositi devono affrontare la realtà.

Ora scavo più in là, per vedermi quasi come in uno specchio.
E’ bastato un documentario in televisione e un post letto online. Ho unito le due cose e ho imparato che la sintesi serve. Estema. Bastano 2 parole.

Scegli una parola per descrivere la tua paura più grande, quella che ti frena dal fare qualcosa di nuovo.
Scegli una parola per raccontare il tuo sogno più grande. Quel sogno dove tu sei serena/o, soddisfatta/o. Dove i desideri non fanno traballare la pace dei sensi.

Così hai un sogno per affrontare una paura.

Io ho scelto: vemödalen e lagom.

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Pane norvegese delle montagne alla farina di kamut

novembre 17, 2014
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Pane norvegese, farina di kamut, Nigella: ossia impastando si impara Del Norwegian Mountain Loaf, tal pane norvegese delle montagne, non ne avevo mai sentito parlare. C’è chi lo chiama pure il pane dell’uomo pigro. Era sulla bocca di tutti ed io niente. Non lo conoscevo. Finchè Rosa’s Yummy Yum’s ne ha scritto in uno dei […]

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Cosa si nasconde dietro la Crème de cassis

novembre 14, 2014
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Crème de cassis: dopo che è arrivata nella mia cucina, ho deciso di scoprirne la storia. Non mi bastava di berla nel Kir o di usarla per torte e cioccolatini. La stessa storia è apparsa in anteprima a luglio 2014 su QB Quanto Basta (versione cartacea). Rosso, passionale, eppure non passa inosservato. L’ho scoperto grazie […]

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